Il CIO riconosce in via provvisoria la World Boxing quale ente ufficiale per la boxe ai Giochi

Pubblicato il 27 febbraio 2025 alle 14:02
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

 

Il CIO riconosce in via provvisoria la World Boxing quale ente ufficiale per la boxe ai Giochi.

Le dichiarazioni dei vertici della WB.


di Giuliano Orlando

In anticipo sui tempi previsti, il Consiglio esecutivo (CE) del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha riconosciuto provvisoriamente la World Boxing come Federazione Internazionale (FI) all’interno del Movimento Olimpico che regola lo sport della boxe a livello mondiale, nel corso della riunione a distanza tenutasi mercoledì 26 febbraio. La decisione di vitale importanza per il futuro dell’ente, intesa come Federazione Internazionale, è stato deciso a seguito di una valutazione della situazione della World Boxing, nel corso della quale sono stati presi in considerazione tutti i criteri per tale riconoscimento.                                             

Rilevando i vari criteri per il riconoscimento, soddisfatti dalla WB.                                                                                                    

Per quanto riguarda quelli sportivi. La FI è attualmente composta da 78 Federazioni Nazionali, provenienti dai cinque continenti e sono state già costituite quattro confederazioni continentali. Ha fornito la prova che il 62% dei pugili e il 58% dei medagliati di Parigi sono affiliati a federazioni nazionali membri della WB. Che applica il processo di integrità sportiva implementato durante i Giochi di Parigi 2024 anche con supervisione indipendente. Ha ottenuto l’adesione all’AIMS come approvato dal Comitato Esecutivo di Sport Accord e dall’Assemblea generale della stessa AIMS.                                                                                                       

Relativamente ai criteri di governance, ha messo in atto la struttura e la documentazione per una buona governace, compreso il codice etico del World Boxing, la politica sui conflitti di interesse e il modulo di dichiarazione, la politica anticorruzione e i termini di riferimento del Comitato finanziario e di revisione contabile e ha dimostrato una forte volontà e impegno nel migliorare la buona governance e l’attuazione per essere conforme agli standard appropriati.                                                                                                                           

Ha fornito garanzie in merito al suo processo di generazione dei ricavi sulla base di accordi di paternariato commerciale pluriennali che coprono il periodo 2025-2028.                                                                                                  

Ha riconosciuto la giurisdizione del CAS e ha presentato con successo domanda per ottenere lo status di firmatario del Codice antidoping, accettato dalla WADA e il contratto della World Boxing con l’ITA è pienamente implementato.                                                                                                                                                     

La valutazione ha concluso che la World Boxing ha continuato a compiere progressi per quanto riguarda gli ambiti di considerazione identificati, al fine di essere raccomandata per il riconoscimento provvisorio del CIO come Federazione Internazionale all’interno del Movimento Olimpico che governa lo sport della boxe a livello mondiale.

Da tenere presente che la riunione tenutasi a distanza non poteva prendere nessuna decisione ufficiale e definitiva. Il segnale positivo è la valutazione che ha trovato tutti i membri sulla stessa lunghezza d’onda. Che dovrebbe proseguire il 4 e 5 marzo quando il Comitato esecutivo si riunirà a Losanna e avrà facoltà di rendere ufficiale la proposta. Il primo passo, molto importante, perché conferma che la strada che sta percorrendo la World Boxing è quella giusta. Al momento hanno aderito 6 nazioni dell’Africa, 18 delle Americhe, 24 dell’Asia, 23 europee e 7 dell’Oceania. Molte le richieste di altre nazioni.                                 

Fondamentale l’adesione delle più forti nazioni dell’Asia, ovvero i colossi come Uzbekistan, Kazakistan, India, Giappone, Filippine, Corea del Sud, Taipei, Thailandia, Mongolia e altre, hanno convinto il CIO a ritenere che la World Boxing avesse raggiunto quanto gli era stato richiesto per essere presa in considerazione come Federazione Internazionale in grado di governare la boxe a livello mondiale. Va dato atto al presidente della WB, l’olandese Boris Van De Vorst, sottovalutato da tutti e in particolare dal solito in-esperto che ne aveva predetto la sepoltura entro la fine del 20024, di essersi dimostrato uno stratega perfetto.

Sorprendendo lo stesso CIO. L’Italia è entrata nella WB il 27 luglio 2024 prima dei Giochi di Parigi e il 4 febbraio scorso il presidente olandese ha fatto visita a Roma, segnale importante che mi auguro non vada perduto, per ottenere quella considerazione politica e organizzativa, che era sparita negli ultimi anni. Nessuno mi leva dalla testa che alcune sconfitte a Parigi, siano il frutto di una sempre maggiore e progressiva mancanza di peso dell’Italia, nonostante abbia ospitato a Busto Arsizio una delle due manifestazioni di recupero degli atleti bocciati alle qualificazioni continentali. Evidentemente è stato uno sforzo inutile. Oltre alla disorganizzazione in seno alla nazionale. Adesso si deve ricominciare con idee chiare e nessuna preclusione di sorta.

La decisione del CIO è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici della W.B. Il presidente Boris Van De Vorst: "Questo è un giorno molto significativo per tutti coloro che sono legati allo sport della boxe nel movimento olimpico. Mantenere il suo posto ai Giochi olimpici è assolutamente fondamentale per il futuro del nostro sport a ogni livello, dalle basi ai massimi livelli della boxe professionistica, e questa decisione del CIO ci porta un passo più vicini al nostro obiettivo di vedere la boxe ripristinata nel programma olimpico.

Ci è voluto un enorme sforzo di squadra da parte di un gran numero di persone in tutto il mondo per arrivare a questo punto e niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il duro lavoro e l'impegno di tutte le Federazioni Nazionali, pugili, allenatori, funzionari e leader della boxe che hanno lavorato insieme per rendere possibile tutto questo. La decisione odierna del CIO è una pietra miliare importante, tuttavia tutti coloro che sono collegati al World Boxing capiscono che far parte del Movimento Olimpico è un privilegio e una responsabilità e non un diritto. C'è ancora molto lavoro da fare e tutti sono impegnati come sempre a continuare a lavorare insieme e a fare tutto ciò che è in nostro potere per offrire un futuro migliore al nostro sport e garantire che la boxe rimanga al centro del Movimento Olimpico".

Il grande campione, argento ai Giochi di Atene 2004, due volte mondiale dei medi, Gennadiy Golovkin, presidente del Comitato olimpico della Repubblica del Kazakistan e della Commissione olimpica W.B. Commissione istituita nel settembre 2024 per fungere da collegamento col CIO e supportare e assistere il processo di sviluppo di un percorso per garantire che la boxe venga ripristinata nei Giochi, ha sottolineato che: "Ricevere il riconoscimento olimpico provvisorio dal CIO è un risultato importante e dimostra che il nostro sport è sulla strada giusta.

Questa decisione ci porta un passo più vicini al nostro obiettivo principale: preservare la boxe ai Giochi olimpici. Stiamo lavorando per istituire una federazione internazionale basata sui principi di integrità e correttezza, ma non ci fermeremo qui". Notizia accolta calorosamente da numerosi vincitori di medaglie olimpiche a Tokyo e Parigi. Cindy Ngamba, bronzo nei medi a Parigi, prima rifugiata nella storia, ricorda: "L'opportunità di competere da rifugiata a Parigi, ha trasformato la mia carriera e la mia vita. E’ importante che i pugili continuino a prendere parte ai Giochi olimpici. Competere alle Olimpiadi è stata una delle cose che mi ha spinto ad andare avanti nei momenti difficili. La decisione del CIO mantiene vivo il sogno olimpico".                                                                                                                                                           

Richard Torrez Jr. (USA)  - che il prossimo 5 aprile a Las Vegas, affronterà il nostro Guido Vianello - argento nei supermassimi a Tokyo 2021, afferma: "È impressionante vedere i continui progressi che la World Boxing ha fatto in così poco tempo. Il riconoscimento provvisorio da parte del CIO è molto positivo e consentirà di continuare a fornire una piattaforma a tutti i pugili di tutto il mondo per competere ai massimi livelli”.                   

Lauren Price, oro di Tokyo, mondiale welter WBA, IBO e The Ring, rappresentante gli atleti nella World Boxing, ha commentato: "Nulla di ciò che realizzerò da professionale potrà superare l'oro a Tokyo 2020. Negare ciò, sarebbe dannoso per le loro carriere e per lo sport nel suo complesso. Stiamo lottando per garantire questa opportunità. Positiva la decisione del CIO di riconoscere provvisoriamente la World Boxing”.

Sul fronte opposto, ovvero l’IBA del presidente Umar Kremlev, la novità è la dichiarazione di voler portare la terza sfida tra Bivol e Beterbiev a Mosca, confermando la decisione di orientarsi verso il professionismo. Sconcerta ma non troppo, l’idea di voler sfidare l’emiro Turki bin Abdul Mohsen Al-Alshaikh, che in fatto di milioni ha un budget decisamente più corposo del presidente dell’IBA. Relativamente ai mondiali femminili, fissati a Niels (Serbia), dall’8 al16 marzo, iscrizioni chiuse il 20 febbraio, silenzio tombale. L’IBA li aveva presentati come l’evento che avrebbe polverizzato tutti i record (500 atlete e 100 nazioni). Aspettiamo nei fatti che le previsioni si avverino. Ma il silenzio non sembra di buon auspicio per l’evento.

Anche se sono curioso di leggere il commento sulla decisione del CIO. Volete scommettere cosa diranno? La WB è asservita al CIO, quindi farà quello che gli chiede. Quando nacque la definì associazione canaglia. Ultima annotazione, l’IBA ha accettato la richiesta della federazione olandese di entrare nella federazione guidata da Kremlev. Anche in questo caso, c’è una bugia di fondo. Non è la federazione dei Paesi Bassi, ma un gruppo di atleti, che fa capo al padre della pugilessa Megan De Cler, da sempre in lite con la Federazione ufficiale a fare questa richiesta. Ma in tempi di magra, va bene anche un piccolo gruppo, vestito da federazione nazionale. 

Giuliano Orlando