Intenso week end in guantoni, dagli USA all’Africa.

Pubblicato il 13 febbraio 2025 alle 12:02
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

 

Intenso week end in guantoni, dagli USA all’Africa.

Attesa per la rivincita tra Beterbiev e Bivol.  Declina l’EUBC, rimonta la World Boxing.  I programmi di Mario Loreni


di Giuliano Orlando

Attività record in questo fine settimana. Boxe in tutti i continenti. Ben 26 nazioni propongono boxe. Luci sul ring del Madison di New York, che venerdì presenta una sfida molto seguita. La Top Rank di Bob Arum propone la sfida di Keyshawn Davis (12), pro dal 2022, 25 anni, all’ucraino Denys Berinchyk (19) titolare WBO leggeri, che di anni ne ha 36, ma sarebbe un grave errore, sottovalutarlo. il campione è reduce dalla vittoria per certi versi clamorosa sul messicano Emanuel Navarrete (39-2-1), 30 anni, pro dal 2012, già mondiale supergallo, gallo e superpiuma. Lo scorso 18 maggio a San Diego la sfida persa con Berinchyk (19) nel tentativo di fare il poker. L’ucraino disputò un match incredibile, rispondendo colpo su colpo e ottenendo la vittoria, sia pure a maggioranza. A distanza di sette mesi, Navarrete è tornato campione superpiuma WBO, battendo il connazionale Oscar Valdez (32-3), 34 anni, KO alla sesta sul ring di Phoenix. A proposito di Valdez, nel 2019 battè il nostro Carmine Tommasone, per la cintura piuma WBO a Frisco. Il pugile di Avellino, è stato l’unico professionista italiano presente ai Giochi, precisamente a Rio 2016. Berinchyk, nato a Kyev il 5 maggio 1988, ha debuttato sul ring a 19 anni nel 2007, salendo gradualmente ai vertici da superleggero. Titolare nella squadra ucraina alle Wolrd Series (2013), sfiora l’oro mondiale e olimpico nel 2011 e 2012 a Baku e Londra. Battuto in Azerbajan dal brasiliano Everton Lopez e ai Giochi dal cubano Rosnes Iglesias che aveva superato l’anno precedente. Passa pro nel 2015 e svolge attività in patria, non molto intensa come leggero. Nella prima trasferta a Tottenham in Inghilterra nel 2022, conquista l’europeo, a spese del francese Yvan Mendy. L’anno dopo in Polonia supera lo svedese Anthony Yigit (29-4-1) genitori russi, per l’International WBO che detiene dal 2019. Lo scorso anno la sfida vincente contro Navarrete. Lo sfidante è nato a Norfolk e ha una lunga e fruttifera attività dilettantistica (78-13) dal 2010 al 2021. Ai Giochi 2021, ha vinto l’argento, battuto dal cubano Andy Cruz, la sua bestia nera, vantando quattro successi su altrettante sfide. Ma, mentre nei tre precedenti confronti (compresi i mondiali 2019 in Russia, sempre argento) il verdetto ne rispecchiava la superiorità, a Tokyo, Key meritava la vittoria. Inoltre, il tipo di pugilato, impostato sul movimento e il gioco di rimessa, potrebbe creare problemi all’ucraino. Oltre alla differenza di età. Gli scommettitori schiacciano l’occhio allo sfidante, con un margine sottile. Accanto a questo evento si affiancano venerdì 14, otto riunioni in quattro nazioni. Sabato l’esplosione: 48 appuntamenti in giro per il mondo. Gli USA ne allestiscono ben 13 e le Americhe danno appuntamento in Argentina, Bermuda, Messico e Panama. In Asia boxe in Malesia, Mongolia, Pakistan, Filippine, Singapore, Corea del Sud, Thailandia e Uzbekistan. L’Europa accende le luci in Austria, Belgio, Germania, Finlandia, Francia, Serbia, Russia e Spagna. Africa presente nel Congo e in Ghana. Infine l’Australia. Con 26 nazioni interessate.  Gli Stati Uniti spaziano da Miami in Florida a Lincoln nel Nebraska, da Unscaville (Connecticut) a Manchester (New Hampshire). Il Texas ne allestisce quattro: El Paso, S. Antonio, Fort Worth e Houston.

Eddie Hearn, ha definito il programma del 22 febbraio a Ryad (Arabia Saudita) la "Più grande notte della boxe”. Potrebbe anche essere vero. Certo, puntando sulla rivincita tra Artur Beterbiev (21) e Dmitry Bivol (23-1), due mediomassimi ai vertici assoluti, pound for pound, sa di giocare ad altissimo livello. La prima sfida del 12 ottobre scorso, sempre a Ryad, risultò una delle battaglie più intense e spettacolari dell’anno, tra due super campioni. Dodici round di alta classe e il verdetto che ha premiato a maggioranza Beterbiev, il ceceno di stanza in Canada, dove ha preso la cittadinanza, non è stato accolto bene dallo sconfitto e da buona parte degli esperti. Personalmente avrei scelto il pari. Corre voce che Beterbiev, 40 anni compiuti il 21 gennaio, dopo questa sfida dia addio alla boxe agonistica. Chiudendo una carriera iniziata nel 2002, a 17 anni, sempre seguito dal padre, oltre cento incontri da dilettante, due volte campione d’Europa e una campione del mondo. Pro nel 2013 a 28 anni. Conquista la prima cintura iridata (IBF) mediomassimi nel 2017 a Fresno, che poi completa con quelle WBC e WBO. Per contro Bivol, quasi sei anni più giovane, è ben deciso a proseguire, oltre che capovolgere l’esito della prima sfida. Dopo il verdetto contrario, il suo clan presentò ricorso, in particolare contro il giudice polacco Pawel Kardyni che segnò per Beterbiev un assurdo 116-112.  Dmitri Bivol ha preso contatto col ring precocissimo a 14 anni, conquistando il mondiale cadetti, il bronzo da youth nel 2008. Nel 2009 si infortuna alla mano destra e deve restare fermo due stagioni. Tre volte campione russo, dal 2012 al 2014. Nessuna presenza a mondiali assoluti e alle olimpiadi. Lascia i dilettanti con un record di 268 vittorie e 15 sconfitte. A fine 2014 debutta nei pro e fino al 10 ottobre 2024, raccoglie 23 vittorie e la cintura IBO. Il primo stop contro Beerbiev, che gli brucia come una scottatura, Deciso a cancellarla il 22 febbraio. La serata è un vero festival di titoli. Nei massimi il londinese Daniel Dubois (22-2), 27 anni, pro dal 2017 difende la cintura IBF contro il neozelandese Joseph Parker (35-3), 33 anni, pro dal 2012, puntando alla rivincita con Olek Usyck. Mondiale anche nei medi, tra Carlos Adames (24-1) trentenne della Repubblica Dominicana, pro dal 2015, titolare WBC, alla prima difesa contro il più giovane e molto ambizioso inglese Hamzah Sheeraz (21), 25 anni, pro dal 2017, campione d’Europa, dalla boxe lineare, molto efficace. Il leggero Shakur Stevenson (22), 27 anni, pro dal 2017, ai vertici della categoria dal 2019, viene sfidato per il WBC, dal connazionale Floyd Schofield (18), 22 anni, pro dal 2020, nati nel New Jersey e residenti nel Texas. Per la prima volta in Arabia Saudita. Sulla carta il campione è favorito. Tre match per l’Interim. Promette scintille lo scontro nei superwelter tra Vergil Ortiz jr. (22) texano di 26 anni, pro dal 2016, titolare WBC, in rotta di collisione con l’uzbeko Israil Madrarimov (10-1-1), 29 anni, pro dal 2018, carriera di vertice da dilettante, guerriero indomito, prerogativa che non manca al campione. Sfida da scintille. Il non più verde cinese Zhilei Zhang (27-2-1), 41 anni, pro nel 2014 a trent’anni, antica medaglia d’argento ai Giochi di Pechino nel 2008, battuto prima del limite, dal nostro Roberto Cammarelle, sembra aver fatto un patto col diavolo, salendo ai vertici dei massimi, quando solitamente si appendono i guantoni al chiodo. Per l’occasione trova il tedesco di radici turche Agit Kabayel (25), 32 anni, già campione europeo, pro dal 2011, elemento pericoloso, alla terza presenza a Ryad. Pronostico incerto, chi vince ottiene l’interim WBC. Sfida all’inglese nei mediomassimi, con Joshua Buatsi (19), pro dal 2017, nato nel Ghana, cresciuto all’ombra della periferia londinese, bronzo ai Giochi di Rio 2016, evitato dai colleghi di ring, per la mani pesanti. L’eccezione è Callum Smith (30-2) 34 anni, pro dal 2012, gli unici due che lo hanno battuto sono Alvarez (2020) e Beterbiev (2024). Deciso a conquistare l’IBF detenuto dal rivale.                                                               

A completamento dei programmi fissati a Ryad, l’emiro Turki Alalshikh, Presidente dell'autorità l'intrattenimento dell'Arabia Saudita, ha annunciato che il 3 maggio sempre a Ryad, il nuovo illustre acquisto Saul “Canelo” Alvarez (62-2-2) difenderà le cinture super medi WBC, WBA e WBO contro il cubano residente in Germania William Scull (23), alla prima difesa della cintura IBF, conquistata lo scorso ottobre a Falkensee a spese del russo Vladimir Shishkin, sul filo del punto. Per la cronaca, la cintura l’aveva lasciata vacante Alvarez. Il messicano ha sottoscritto un contratto che prevede quattro incontri per l’organizzazione dell’emiro. Canelo, già campione super welter WBC, WBA e WBO, medi WBC, WBA e IBF, disputerà il 31° match titolato. Con 28 vittorie, un pari con Gennady Golovkin e due sconfitte (Floyd Mayweather e Dmitry Bivol). Mantenendo le cinture, la prossima sfida ha il nome di Terence Crawford (41), 37 anni, già iridato superleggeri, welter e superwelter. Attualmente detiene l’Interim WBO superwelter, conquistato lo scorso agosto a Los Angeles, battendo l’uzbeko Israil Madrarimov (10-1-1). Di questo match se ne parla da tempo, ma il problema è che Crawford intende combattere non oltre i medi. Le borse dell’emiro potrebbero facilitare la sfida a metà strada.

Mario Loreni, titolare della Promo Boxe, ha fatto conoscere i programmi della prima parte del 2025. Il pugilato è entrato nella vita di Loreni all’età di 11 anni nel 1970, allievo della gloriosa e storica Mariani Boxe, debuttando l’anno dopo ai Giochi della Gioventù, percorrendo tutto l’iter delle categorie: primi pugni, novizi fino ai senior mettendo assieme oltre 140 incontri. Attività breve nei pro, dal 1979 al 1982, impegnato su vari fronti, compreso quello di aspirante maestro, preparato non sempre al meglio. Ben diverso e sostanzioso il curriculum da promoter-organizzatore iniziato nel 1988, quando mise la firma alla prima riunione a suo nome. Era il 23 luglio e l’evento si svolse a Salò, con l’esordio al professionismo di Maurizio Tralongo (15-4-2), un peso welter libico residente a Brescia, attivo fino al 1994, dopo la sconfitta sui 12 round contro il campano Pasquale Perna, match valido per il tricolore. In precedenza nel 1991, aveva già tentato l’aggancio alla cintura, a Pietramontecorvino, nel foggiano, in casa di Luigi La Grasta (14-10-4). Nell’occasione venne fermato nel quinto in vantaggio ai punti, per una ferita, mentre nel terzo round aveva costretto al kd La Grasta. Dopo quella prima riunione, Loreni ad oggi ne ha organizzato altre 407, un bel record. Nella sua scuderia sono passati – vado a memoria - numerosi campioni, da Vidoz a Zamora, da Obbadi a Turchi, Rotolo, Ceglia, Festosi, Capuano, Grandelli, Morello, Valeria Imbrogno e Bundu che fece decollare prima a livello europeo, fino alla sfida mondiale. Senza dimenticare Rigoldi, anche lui europeo, appena ritiratosi dall’attività. Nell’occasione, presenti l'Assessore allo Sport di Brescia, Alessandro Cantoni, il presidente lombardo e consigliere federale Massimo Bugada e Luca Rigoldi, oltre a tecnici, atleti, collaboratori e amici di lunga data, ha fatto conoscere i programmi principali della stagione in corso. Rinviata la serata prevista a Casoria il 21 febbraio, per gli infortuni a Gianluca Picardi (13-3) e Chaith Weslati (9). Il primo era impegnato contro Cristian Malvitano (13-6-19) in palio il Mediterraneo WBA superleggeri, il secondo per il tricolore piuma vacante con Raffaele Imparato (8). Partenza il 7 marzo a Lucca con i mediomassimi Federico Gassani (16-2-1) all’assalto del marchigiano Eros Seghetti (11-1-1) che difende titolo nazionale. Il 28 marzo a Novara, ricco programma con il superpiuma Catalin Ionescu (15-3-1) contro l’imbattuto spagnolo Alex Della Rosa (9), il medio Samuel Nmomah (20), nigeriano di 27 anni, residente a Novara, contro il palestinese Abdul Khattab (20-3-1), pro dal 2012, danese di passaporto, in palio il WBA Mediterraneo. In cartellone pure Mazzon, Ieseanu, Foglia e Joshua Nmomah.  A Ferrara due sfide stuzzicanti. Michele De Filippo (12), 33 anni, fighter pugliese, residente in Toscana fresco campione italiano welter, alla prima difesa contro l’emiliano di origini campane Antonio Licata (11), 25 anni, stilista raffinato e preciso, dal destro pungente. Torna la cioccolatina Pamela Noutcho Sawa (8), 32 anni, residente a Bologna, nata in Cameroon, tanto brava sul ring, quanto simpatica fuori dalle corde. Difende l’europeo leggeri contro la toscana Martina Righi (6-2-1), 34 anni, guerriera indomabile. Il 18 aprile a Porto Torres, nel sassarese, il beniamino di casa Andrea Aroni (10-1), 30 anni, pro dal 2019, cercherà di scalzare Luca Di Loreto (7-3-2), 27 anni, abituato alle trasferte in tutta Europa, dal tricolore supermedi. Infine, il 9 maggio, quasi sicuramente a Casoria, l’attesa rivincita tra Vincenzo Picardi (11) pro dal 2019, 41 anni e non sentirli e Cristian Zara (15-2), 27 anni, pro dal 2019, che intende cancellare le due precedenti sconfitte proprio contro Picardi. Posta altissima: europeo gallo vacante. Sfida incertissima al calor bianco. Per riportare in Italia una cintura continentale, assente dal 18 novembre 2023, quando il medio Matteo Signani venne fermato per ferita all’8° round in Inghilterra, lasciando il trofeo all’inglese Tyler Denny.

L’attività della World Boxing 2025, prevede oltre 20 tornei in Europa, dimezzate le nazioni dell’EUBC. L’EUBC, l’ente europeo legato all’IBA perde oltre venti delle 46 nazioni iscritte e la tendenza è che nell’immediato futuro subirà un ulteriore smagrimento. Lo dimostra il calendario europeo WB del 2025. Già fissati una trentina di tornei in dieci nazioni (Danimarca, Olanda, Finlandia, Svezia, Ungheria, Polonia, Lituania, Inghilterra, Germania e Croazia), oltre ai campionati europei di categoria, U15, 17, 19 e 22. L’Italia è interessata ad ospitare il torneo U22. La prima trasferta, ha fatto sapere il nuovo d.t.  Giovanni De Carolis, sarà il torneo in Brasile a Foz do Iguazu, dove si trovano le più grandi e spettacolari cascate del mondo, previsto a fine marzo e primi aprile. Oltre al torneo in Brasile, vanno aggiunti quelli itineranti quali le World Boxing Cup, fissate in Kazakistan (giugno) e India (novembre) dove a New Delhi si terra anche il congresso con le elezioni della nuova presidenza WB. A Usti nad Laben nella Repubblica Ceca, a giugno, è fissato il torneo Challange. Mentre Liverpool (G.B.) a settembre ospita la prima edizione WB del mondiale maschile e femminile.  Stesso discorso per le Americhe e l’Asia dove sono nate le nuove federazioni continentali, che allestiranno tornei e campionati, con presenze importanti. L’Asia ha ben 23 nazioni iscritte alla World Boxing e le Americhe 18. Numeri che dimezzano le forze dell’IBA. L’Oceania ha le nazioni più importanti dall’Australia alla Nuova Zelanda. Resta solo l’Africa, dove la maggioranza è ancora legata all’IBA, anche se Algeria, Egitto, Nigeria, Madagascar e Gambia sono entrate nella WB. Per capire meglio la situazione attuale, ecco i numeri di due tornei conclusi a fine settimana. Nella capitale serba il Beogradsky Pobednik giunto alla 62° edizione, il più importante del Paese. Presenti solo 11 nazioni tra gli uomini e 5 tra le donne.   Assente la Russia che aveva sempre inviato squadre molto competitive e in passato anche Cuba.  Unico russo presente l’arbitro e giudice. Iscritte: Austria, Azerbajan, Kazakistan, Ghana, KGZ, Marocco, Moldovia, Macedonia, Romania, Slovenia e Serbia per un totale di 50 atleti. Le presenze femminili: Azerbajan, Ghana, Marocco, Malta e la Serbia con 17 iscritte, per un totale di 34 atlete. Il minimo storico della rassegna. Lo scorso anno presero parte al torneo 93 maschi e 35 donne, in rappresentanza di 16 nazioni, tra cui Russia, Francia, Armenia, Belgio, Bangladesh, Bolivia, Croazia, Cipro, Spagna, Ungheria e Montenegro tutte assenti. Solo Kazakistan, Slovenia e Macedonia confermate. In contemporanea a La Nucia in Spagna, per il classico Boxam, si sono presentate 17 nazioni con 114 maschi e 52 donne. Presenza massiccia di Kazakistan 25 uomini e 4 donne, i padroni di casa 18 maschi e 15 donne, Ucraina 16 maschi e 9 donne, Inghilterra 8 maschi e 6 femmine. Iscritte anche Cina, Ecuador, Palestina, Georgia, Romania, Ungheria, Galles, Portogallo e Bangladesh. Per l’IBA, la solita olandese Megan De Cler da anni in conflitto con la federazione orange. Nessuna traccia russa, neppure tra gli arbitri, nonostante il torneo abbia ancora l’etichetta EUBC, ma nessuna scritta IBA. Conti alla mano, a Belgrado 11 nazioni e 84 iscritti, in Spagna 17 nazioni e 166 atleti. Qualcosa vorrà pur dire. Aspettiamo di conoscere anche i confronti negli altri continenti. Come i numeri dei mondiali femminili IBA in Serbia, preannunciati come l’edizione dei record.                                            

A sua volta l’EUBC ha fatto conoscere l’attività europea, che comprende al momento i mondiali femminili in Serbia, che dovrebbe ospitare anche i continentali jr. a Novi Pazar, mentre per gli europei school indica come sede La Nucia in Spagna. Mi permetto di nutrire dubbio. Come la Coppa Viking in Germania ad aprile. Le altre sedi sono in Russia (3 tornei), Romania, Bulgaria (2), Armenia, Montenegro, Bielorussia, Albania, Kosovo, Macedonia e Serbia. In totale 16 tornei, compresi i campionati europei. Meno della metà del 2024. Mi chiedo, qualora il CIO al Congresso fissato dal 19 al 21 marzo, ormai alle porte, dovesse riconoscere alla World Boxing, il ruolo di ente rappresentativo del pugilato ai Giochi, quante nazioni resteranno

Giuliano Orlando

 

 

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